Alpe Devero: route del clan “N’duma clan Duma”

Come la comunità di clan dei gruppi Lago di Varese 7 e Somma Lombardo 1 ha scelto di vivere comunque la route 2020

Incredibilmente e nonostante le mille difficoltà dovute alle restrizioni date dalle normative COVID, noi del clan Somma Lombardo 1 e Lago di Varese 7 siamo riusciti a organizzare e vivere la nostra route estiva. Per cercare di avere meno contatti possibili con persone esterne alla nostra comunità, abbiamo preferito fin da subito valutare l’idea di una route di cammino. Un altro problema che si è presentato è quello di studiare un percorso che permettesse per ogni pernotto la possibilità di montare circa una ventina di tende, dato che per le restrizioni non era possibile condividere la propria tenda con nessuno.

Per tutte queste questioni la scelta finale è ricaduta sull’Alpe Devero, al camping “Rio Buscagna”, in modo da poter avere abbastanza spazio per sistemare tutte le tende a distanza e riuscire comunque a vivere la strada.

Come ci siamo organizzati

Come per ogni route abbiamo optato per l’organizzazione tramite pattuglie, ovvero i membri della comunità si dividono in gruppi per studiare la logistica della settimana, ci siamo divisi in: trasporti, catechesi, attività e sentieri.

L’idea era infatti quella che ogni giorno avremmo camminato per poi tornare al camping per la sera. Ci sembrava un buon compromesso tra il vivere la strada e rispettare le restrizioni giustamente imposte causa emergenza sanitaria. Condizioni atmosferiche permettendo siamo riusciti quasi tutti i giorni a sfruttare i percorsi proposti dalla pattuglia intorno all’Alpe Devero, senza dimenticare i momenti di fede e le riflessioni personali sui nostri punti della strada.

Cosa ci spaventava

La cosa che forse più ci spaventava era quella di non riuscire a vivere a pieno questa esperienza essendo limitati sotto molti aspetti, come le distanze di sicurezza e le mascherine. Dal punto di vista pratico oltre alla questione delle tende non si poteva nemmeno cucinare in coppia, evitare di prestarsi materiale, non era possibile stare troppo vicini e ovviamente mantenere il più possibile il distanziamento sociale. Nonostante tutto questo, abbiamo voluto provare perché la voglia di vederci era davvero tanta, e alla fine possiamo dire che ne è valsa la pena. Siamo comunque riusciti a vivere un esperienza scout formativa per la nostra comunità.

Quello che è successo in route

Durante questa route abbiamo anche salutato due membri della comunità di clan che hanno reputato che l’Alpe Devero fosse il luogo adatto per prendere la propria partenza. Abbiamo avuto l’occasione di poter continuare, e quasi concludere, la scrittura della nostra carta di clan, e poterci chiarire le idee sulle intenzioni che avevamo riguardo al capitolo.

La route nel complesso è stata sicuramente diversa dalle solite, più che altro per quello che si poteva, o meglio che non si poteva fare. E’ stata e un’esperienza interessante per il clan sotto molti aspetti, in primis perchè era da molto tempo che non vivevamo momenti di comunità “in presenza”.

Conclusioni

Alla fine è stato bello, come tutte le volte, forse questa volta ancora di più a causa del lungo periodo di lontananza che abbiamo affrontato. Durante il lockdown abbiamo accumulato molta voglia di vederci, di abbracciarci e tornare a stare insieme, e non dico che sia stato possibile tutto questo in route, però è come se avessimo cancellato i mesi di quarantena e fossimo tornati alla normalità. Non abbiamo potuto abbracciarci, è vero, ma il non vedersi da dietro a uno schermo è stato come vedersi per la prima volta.

Samuele - Somma Lombardo 1 e Lago di Varese 7
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Lo scautismo nella comunità Lago di Varese 7 e Somma Lombardo 1 in tempi di emergenza sanitaria

Come la comunità clan dei gruppi Lago di Varese 7 e Somma Lombardo 1 stanno affrontando l’emergenza sanitaria

In questa terribile situazione ci ritroviamo coinvolti tutti, senza distinzione, quasi come una “livella”, parafrasando il grande Totò. Non ne siamo esenti nemmeno noi scout, ma possiamo affermare che lo scoutismo non si è fermato, ma si è declinato in modalità differenti compatibili con la nuova situazione. La nostra comunità non si arrende, va avanti cercando quanto più possibile di “ridere e cantare nelle difficoltà”, mantenendo una certa positività e sempre con un occhio al prossimo, come si addice al nostro stile e alla nostra Promessa.

Dopo una decina di giorni di assestamento dovuti dall’uscita dei primi decreti e le prime misure restrittive, a partire da metà marzo abbiamo ripreso le nostre attività di comunità: le riunioni a cadenza settimanale, la domenica a partire dalle 17.00, in via telematica dove abbiamo la possibilità di trovarci tutti insieme e parlare di tutto, raccontarci sensazioni e le nostre giornate, aggiornarci sui nostri progetti futuri, insomma portare avanti la vita di comunità.

Ci è sicuramente d’aiuto il fatto che non stavamo lavorando su un capitolo, ma ci stavamo occupando di rinnovare la Carta di Clan; lavoro che sta proseguendo, seppur un po’ rallentato.

Una novità introdotta in questo periodo di quarantena è la figura del “Tele-Antennista”: esisteva già l’antennista, cioè una persona che in corrispondenza di uscite e riunioni portava alla comunità un tema d’attualità su cui discutere e riflettere. Il Tele-antennista fa lo stesso, ma ciò avviene ogni giorno da parte di persone sempre diverse. Così la comunità si vive quotidianamente e ci si sente sempre a contatto gli uni con gli altri.

Il Servizio

Riusciamo per la maggior parte a proseguire anche le nostre attività di servizio personale: i nostri servizi all’interno degli oratori, i vari aiuto-compiti ecc., si prestano abbastanza bene anche in via telematica. Abbiamo sfruttato anche le occasioni che si sono create in questa situazione particolare, come la consegna di spese a domicilio o l’aiuto ai bambini per lo studio.

Anche il servizio associativo prosegue e le attività delle altre branche. Per quanto riguarda il branco inviando video dei racconti giungla, facendo fare lavoretti, mandando video di bans e balletti, per distrarre quanto possibile i lupetti e farli sorridere; anche in reparto le attività proseguono seppur in maniera limitata vista la “vocazione pratica” della branca.

La Fede

In questa situazione la Fede è messa alla prova, con tante domande che sorgono e momenti in cui lo sconforto sembra prevalere. Nel nostro piccolo cerchiamo di alimentarla e non lasciarci abbattere, seguendo in streaming le messe dei nostri paesi o facendo messe animate da noi come nella Domenica delle Palme grazie al nostro AE (Assistente Ecclesiastico) don Cesare. Abbiamo cercato di vivere anche il triduo pasquale il più vicini possibile.

Non lasciamoci ingannare da queste parole, dove potrebbe sembrare che in fondo non è così male questo periodo di reclusione forzata e che vada tutto bene. Anche noi abbiamo momenti più o meno negativi, domande che non hanno risposta e l’incertezza di non sapere fino a quando si dovrà andare avanti così. Ci manca il contatto fisico con le altre persone, poter fare strada insieme, o tendere la mano fisicamente a chi ha bisogno e non vediamo l’ora che tutto questo finisca.

Giosuè - Lago di Varese 7
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Lago di Varese 7 & Somma Lombardo 1: vi raccontiamo la nostra carta di clan

Come la comunità clan dei gruppi “Lago di Varese 7” e “Somma Lombardo 1” sta cercando di riscrivere la propria carta di clan.

Sono Samuele del clan “Somma Lombardo 1” gemellato con il “Lago di Varese7”. Lo scorso anno si è concluso con un evento organizzato interamente da noi a seguito del capitolo che abbiamo deciso di trattare durante tutto l’anno, ovvero l’immigrazione. Si è trattato di un apericena con delle testimonianze tenute da esperti nel settore, tenutosi a Varese e ha riscontrato un grande successo.Quest’anno però abbiamo scelto di non seguire un vero e proprio capitolo, ma considerando che la comunità è cambiata, salutando alcuni membri e facendo spazio a dei nuovi, abbiamo sentito il bisogno di riscrivere la nostra carta di clan.

Cos’è la carta di clan?

La carta di clan è come se fosse la “carta di identità” di una comunità sviluppata attraverso quattro punti: servizio, fede, strada e comunità. Considerando la l’attuale carta di clan risale a 4 anni fa direi che era giunto il momento di metterci del nostro. La strategia che abbiamo scelto di intraprendere è quella di trattare ogni singolo punto differenziando come dovrebbe essere una comunità, vista sotto quel punto, e come è effettivamente la nostra comunità.

Il punto del servizio

Abbiamo iniziando trattando il servizio, c’è stato un iniziale “brain storming” su come una comunità dovrebbe vivere il servizio, e successivamente ci siamo concentrati su di noi. Sotto l’organizzazione dei capi abbiamo svolto un uscita a Varese in cui ,divisi in quattro gruppi, abbiamo svolto varie attività di servizio.

Un gruppo di noi è andato ad aiutare a un pranzo organizzato dall’associazione “libera”, un altro al campo dei fiori con le GEV (guardi ecologiche volontarie) hanno ripulito i boschi del parco, la mensa dei poveri ha ospitato un altro gruppo e infine presso la cooperativa sociale “l’anaconda” sono andati gli ultimi di noi. Sono state esperinze molto interessanti ma soprattutto formative, sia dal punto di vista personale ma anche per poter riscrivere il punto servizio nella carta di clan (che è sempre rimasto il nostro obbiettivo primario). A fine dei servizi ci siamo ritrovati per discutere delle esperienze cercando di trovare una definizione adatta del servizio secondo noi.

Il punto della comunità

Al servizio è seguito il punto comunità. Il processo è stato analogo a quello del servizio, ovvero ragionare su come deve essere una comunità e successivamente pensare alla nostra comunità.

Anche in questo caso abbiamo deciso di fare un uscita interamente dedicata a questo argomento. Ci siamo appoggiati a “il chiostro solidale” dell’associazione “mondo di comunità e famiglia”. Loro sono un gruppo di famiglie che scelgono di vivere nella stessa casa e sviluppano la loro convivenza attraverso alcuni “pilastri” tra cui la cassa comune, le porte sempre aperte all’accoglienza, la condivisione e la convivialità. Abbiamo passato due giorni insieme a loro studiando e osservando come si compone il loro essere comunità. Anche in questo caso l’esperienza si è rilevata utile per la nostra carta di clan, avendo avuto anche una presentazione della loro associazione da uno dei responsabili della casa. Abbiamo fatto tesoro di quanto vissuto e cercato di mettere giù una nostra definizione che rappresenti la nostra comunità.

Ci stavamo muovendo per trattare del punto della fede, sfruttando il capo di Pasqua, ma ovviamente abbiamo dovuto bloccare tutte le nostre attività a causa dell’emergenza sanitaria. Da casa stiamo cercando di andare avanti anche se con molte difficoltà, principalmente perché non abbiamo possibilità di fare uscite. Fondamentalmente stiamo cercando di scrivere il meglio possibile i due punti che abbiamo già trattato.

Samuele - Clan Somma Lombardo 1
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