Lago di Varese 7 & Somma Lombardo 1: vi raccontiamo la nostra carta di clan

Come la comunità clan dei gruppi “Lago di Varese 7” e “Somma Lombardo 1” sta cercando di riscrivere la propria carta di clan.

Sono Samuele del clan “Somma Lombardo 1” gemellato con il “Lago di Varese7”. Lo scorso anno si è concluso con un evento organizzato interamente da noi a seguito del capitolo che abbiamo deciso di trattare durante tutto l’anno, ovvero l’immigrazione. Si è trattato di un apericena con delle testimonianze tenute da esperti nel settore, tenutosi a Varese e ha riscontrato un grande successo.Quest’anno però abbiamo scelto di non seguire un vero e proprio capitolo, ma considerando che la comunità è cambiata, salutando alcuni membri e facendo spazio a dei nuovi, abbiamo sentito il bisogno di riscrivere la nostra carta di clan.

Cos’è la carta di clan?

La carta di clan è come se fosse la “carta di identità” di una comunità sviluppata attraverso quattro punti: servizio, fede, strada e comunità. Considerando la l’attuale carta di clan risale a 4 anni fa direi che era giunto il momento di metterci del nostro. La strategia che abbiamo scelto di intraprendere è quella di trattare ogni singolo punto differenziando come dovrebbe essere una comunità, vista sotto quel punto, e come è effettivamente la nostra comunità.

Il punto del servizio

Abbiamo iniziando trattando il servizio, c’è stato un iniziale “brain storming” su come una comunità dovrebbe vivere il servizio, e successivamente ci siamo concentrati su di noi. Sotto l’organizzazione dei capi abbiamo svolto un uscita a Varese in cui ,divisi in quattro gruppi, abbiamo svolto varie attività di servizio.

Un gruppo di noi è andato ad aiutare a un pranzo organizzato dall’associazione “libera”, un altro al campo dei fiori con le GEV (guardi ecologiche volontarie) hanno ripulito i boschi del parco, la mensa dei poveri ha ospitato un altro gruppo e infine presso la cooperativa sociale “l’anaconda” sono andati gli ultimi di noi. Sono state esperinze molto interessanti ma soprattutto formative, sia dal punto di vista personale ma anche per poter riscrivere il punto servizio nella carta di clan (che è sempre rimasto il nostro obbiettivo primario). A fine dei servizi ci siamo ritrovati per discutere delle esperienze cercando di trovare una definizione adatta del servizio secondo noi.

Il punto della comunità

Al servizio è seguito il punto comunità. Il processo è stato analogo a quello del servizio, ovvero ragionare su come deve essere una comunità e successivamente pensare alla nostra comunità.

Anche in questo caso abbiamo deciso di fare un uscita interamente dedicata a questo argomento. Ci siamo appoggiati a “il chiostro solidale” dell’associazione “mondo di comunità e famiglia”. Loro sono un gruppo di famiglie che scelgono di vivere nella stessa casa e sviluppano la loro convivenza attraverso alcuni “pilastri” tra cui la cassa comune, le porte sempre aperte all’accoglienza, la condivisione e la convivialità. Abbiamo passato due giorni insieme a loro studiando e osservando come si compone il loro essere comunità. Anche in questo caso l’esperienza si è rilevata utile per la nostra carta di clan, avendo avuto anche una presentazione della loro associazione da uno dei responsabili della casa. Abbiamo fatto tesoro di quanto vissuto e cercato di mettere giù una nostra definizione che rappresenti la nostra comunità.

Ci stavamo muovendo per trattare del punto della fede, sfruttando il capo di Pasqua, ma ovviamente abbiamo dovuto bloccare tutte le nostre attività a causa dell’emergenza sanitaria. Da casa stiamo cercando di andare avanti anche se con molte difficoltà, principalmente perché non abbiamo possibilità di fare uscite. Fondamentalmente stiamo cercando di scrivere il meglio possibile i due punti che abbiamo già trattato.

Samuele - Clan Somma Lombardo 1
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Il Clan Veliero II si rimette alla prova sul servizio

I ragazzi del gruppo Luino I si interrogano e si mettono alla prova sul significato del servizio per riscrivere la Carta di Clan

Quest’anno il clan Veliero II del gruppo Luino I si è posto l’obiettivo di dedicarsi completamente alla stesura della nuova carta di Clan, concentrandosi sui cinque punti che la caratterizzano: servizio, fede, comunità, scelta politica e strada.

Le prime esperienze…

In primo luogo ci siamo occupati del servizio, entrando in contatto con diverse  realtà locali come Agrisol e Cascina San Girolamo.

Agrisol, la prima di esse, è una cooperativa sociale che ha sede nel piccolo paese di Caravate (VA). Questa si occupa di accogliere i migranti, di sostenerli nell’iter burocratico, di offrir loro dei corsi per imparare la lingua per inserirli così al meglio nella società italiana. Il Clan ha avuto modo di essere parte attiva all’interno della cooperativa, svolgendo piccoli aiuti di servizio come sistemare e pulire l’edificio, condividere momenti di vita quotidiana insieme ai membri della comunità, con i quali ha anche avuto modo di parlare dei loro paesi di origine e della loro prospettiva di vita. Inizialmente ci sono stati molti momenti di timidezza, ma grazie all’aiuto dei ragazzi della comunità, i quali erano ben disposti a darci una mano, abbiamo lavorato tutto il giorno in un clima tranquillo.

Cascina San Girolamo invece, è una casa-famiglia situata a Lecco. Ciò che più colpisce di questo posto è che nessuno viene mai lasciato indietro, tutti sono ben accetti, tutti fremono dalla voglia di accogliere e tutti vengono trattati con la dignità che meritano, e che ricevono in quanto esseri umani. Il clan ha anche potuto collaborare con questa comunità, svolgendo lavori utili al mantenimento della struttura.


Nessuno viene mai lasciato indietro, tutti sono ben accetti

Durante la Route invernale…

Anche durante la Route invernale, svoltasi tra Pavia e Milano, il clan si è concentrato sul servizio incontrando Don Dario, sacerdote, nonché responsabile di una comunità cattolica situata nel centro della città di Pavia, la quale si occupa di offrire aiuto ai cittadini che vivono in condizioni di degrado . L’esperienza fatta in Route è stata una delle più significative perché, grazie a Don Dario, abbiamo capito cosa sia realmente il servizio. Egli infatti, si occupa di tutte le persone che si trovano in difficoltà. La sua associazione gestisce diverse cooperative tra le quali una casa di recupero per ragazzi tossicodipendenti, un centro di accoglienza per migranti e un dormitorio dove vengono accolte molte persone senza fissa dimora.


Egli si occupa di tutte le persone che si trovano in difficoltà

Durante la permanenza a Pavia, il clan ha avuto modo di svolgere varie attività assieme a Don Dario, come offrire bevande calde ai senzatetto della stazione oppure come lavorare a fianco dei membri della comunità, offrendo così un importante servizio non solo verso le persone coinvolte ma anche verso la struttura.

Finita questa esperienza il clan Veliero II si è mosso in direzione di Milano dove ha potuto ascoltare altre testimonianze, fra cui quella del capo Clan del gruppo scout di Binasco, il quale si occupa di organizzare delle giornate all’interno del carcere Milanese di Opera, durante le quali i detenuti possono condividere alcuni momenti con le loro famiglie, dedicandosi ad attività ludiche, in modo da ristabilire quel rapporto fra genitore e figlio che altrimenti potrebbe logorarsi con il tempo.

Il Clan si impegna…

Durante tutte queste esperienze il Clan del gruppo scout Luino I si è interrogato sul significato della parola Servizio ed è giunto alla conclusione che questa costituisce un’esperienza unica, difficile da definire. Il servizio è emozione, amore e gratitudine, è un’esperienza biunivoca che coinvolge non solo noi stessi, ma anche le persone bisognose verso le quali esso è orientato. Il Clan Veliero II si impegna a servire ogni persona bisognosa, in qualunque momento, indipendentemente dai pregiudizi e dalle possibili difficoltà, perché il servizio è un valore con cui il clan ha scelto di vivere. 

Greta - Clan Luino I

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La zona varese è online: accogliamo!

La nostra avventura e la nostra storia di ragazzi e capi scout, da oggi, è anche online.
Il nuovo sito web dell’associazione Agesci Zona Varese ha un unico grande obiettivo: far conoscere a tutta la cittadinanza quello che viene fatto dai ragazzi e dalle ragazze che fanno parte di questo movimento, sul loro territorio (che si estende per tutta la provincia di Varese, da Gallarate a Luino).
Tutto questo si realizzerà attraverso la pubblicazione di racconti vissuti e scritti dai ragazzi stessi.
E come mai lo fanno? Semplicemente perché gli scout spendono il loro tempo e riservano una particolare attenzione là dove esistono situazioni di marginalità e sfruttamento, che non rispettano la dignità della persona.

La scelta di accogliere

Accogliamo! Sì, perché quello su cui si sta lavorando, visto il momento storico che stiamo attraversando, è proprio l’accoglienza.
Perché scegliamo di accogliere?
Perché noi lo abbiamo sempre fatto. Lo facciamo da sempre. E tutto è cominciato da noi in primis, dal progetto educativo per i capi e i ragazzi della zona, così che nessun membro della propria comunità capi e della zona debba sentirsi straniero.
Il primo passo, quindi, è stato quello di assaporare tra di noi un clima tra pari, in cui la storia di ognuno potesse essere importante e preziosa.
E questo obiettivo è diventato anche, e soprattutto, un obiettivo per i ragazzi che stiamo educando oggi.

Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’avete trovato.

Robert Baden-Powell

Come è stato stabilito anche dall’associazione a livello nazionale, accogliamo per andare incontro all’altro, affinché ognuno si senta pensato ed amato. Vogliamo ascoltare e raccontare la strada e la storia che le persone attraversano. Accogliamo per diventare operatori di pace sia nei nostri contesti di vita quotidiana che nei contesti più ampi.
Accogliamo per mettere a disposizione risorse, competenze, esperienze per accompagnare il passo di chi oggi fa più fatica, in contesti locali, nazionali ed internazionali.
Infine, non perdeteci di vista, perché ci impegneremo a condividere quello che facciamo e quello che pensiamo sul tema dell’accoglienza, e della pace, in ogni contesto nazionale ed internazionale in cui siamo presenti.

Agesci Zona Varese
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