Come si riprende a camminare dopo la quarantena?

Ecco come il Clan Alba Errante dei gruppi scout Varese 3 e Varese 8 è tornato a camminare in Valmalenco

Era Marzo 2020 quando a causa del lockdown nazionale e delle varie manovre per arrestare la diffusione del Covid-19 AGESCI (l’Associazione Guide e Sout Cattolici Italiani) dovette interrompere l’attività scout in tutta Italia. Inizialmente si sperava che questa situazione sarebbe durata solo qualche settimana. Purtroppo come tutti sappiamo ci si è resi conto che ci sarebbe voluto molto di più per tornare alla normalità.

Per mesi migliaia di scout in tutta Italia sono stati costretti a sperimentare lo “scoutismo virtuale”, tramite riunioni fatte in videochiamata e attività svolte a distanza. A fine lockdown quindi, tutti avevamo bisogno di camminare insieme, di recuperare il tempo perduto e di capire se saremmo potuti partire per la route estiva o meno.

E invece…

Per un mese questo interrogativo ci ha spinto a chiederci se tutto ciò sarebbe stato permesso dai vari decreti, come avremmo potuto organizzarci e se ne sarebbe valsa la pena. Nonostante i dubbi, alla fine la voglia di tornare a camminare insieme ha preso il sopravvento. In un mese siamo riusciti ad organizzare un percorso di una settimana in Valmalenco nel mese di luglio. La difficoltà più grande che abbiamo dovuto affrontare oltre all’organizzarci nel poco tempo a nostra disposizione era assicurarci di rispettare al meglio le diverse norme anti covid imposte da AGESCI e dallo stato.

Non era ovviamente possibile condividere nulla fra di noi: ognuno doveva essere provvisto di cibo, acqua e persino di una tenda per dormire da solo e bisognava evitare di creare assembramenti sia durante il cammino che nelle varie tappe del nostro percorso. Purtroppo questo fatto ci ha in parte privati di quella che è un’esperienza da vivere all’insegna della condivisione e dell’aiuto reciproco, delle mani tese al compagno che non ce la fa più e al quale si offre la propria acqua e dei momenti passati a cantare abbracciati al freddo sotto le stelle.

Malgrado ciò è stata sicuramente una route indimenticabile: la voglia di tornare a camminare, il sentire riaccendersi lo spirito di un gruppo che era rimasto fermo per mesi e la gioia nel ritrovarsi di nuovo a faticare con i propri compagni per raggiungere una vetta. Questo è ciò che questa route ci ha donato e che ognuno di noi porterà per sempre con sé.

Filippo - Clan Varese 3/8

Varese 3 & 8: Quello che abbiamo imparato sul clima

Gli scout del Clan Varese 3 & 8 alla scoperta dei cambiamenti climatici, i suoi effetti sull’ambiente e i consigli pratici per tutti

Durante l’anno appena concluso noi del clan Varese 3 e Varese 8 ci siamo concentrati su un tema che ormai possiamo dire scottante: i cambiamenti climatici.

Nel corso dell’anno ci siamo incontrati e abbiamo sentito il parere di esperti, come Giacomo Grassi, un meteorologo che ci ha spiegato che la temperatura della zona di Varese è aumentata di 2° negli ultimi anni e che ovviamente ha portato ad una serie di problematiche visibili anche nel nostro territorio (l’aumento di temperatura è senza precedenti, come riscontrato anche in tutto il mondo). Il lago di Varese ad esempio a causa dell’aumento delle temperature ha peggiorato la sua già precaria situazione di ossigenazione delle acque. Tale processo approfitta del fenomeno del raffreddamento dell’acqua durante la notte per il ricircolo della stessa, che ora è reso più difficoltoso portando i pesci a dover vivere in superficie per respirare e le alghe a proliferare incontrastate sul fondale marino, peggiorando ancora di più la situazione di ossigenazione delle acque.

Il fenomeno dell’aumento di temperatura però, incide anche su altri ambienti. Un esempio è la diminuzione delle superfici dei ghiacciai, argomento che abbiamo approfondito soprattutto durante la route estiva. Abbiamo deciso infatti di andare a visitare il Ghiacciaio del Sabbione in Val Formazza, e abbiamo potuto confrontare, grazie anche a foto dei volontari del posto, come la conformazione del ghiacciaio è mutata durante gli anni e come la dimensione sia diminuita sostanzialmente.

Consigli pratici

Grazie ai numerosi incontri e all’opportunità di vedere con i nostri occhi il cambiamento climatico in corso, abbiamo deciso di stilare dei piccoli consigli pratici da adottare nella nostra vita di tutti i giorni per migliorare la nostra impronta ambientale:

– Scola l’olio delle lattine di tonno in una bottiglia e portalo in discarica
– Quando fai la lavatrice utilizza sacchetti che limitano la diffusione delle microplastiche nell’acqua.
– Fai scelte consapevoli al supermercato supportando aziende con politiche green
– Usa borracce al posto di bottiglie di plastica, se devi usarle riciclale almeno schiacciandole per il lungo per permetterne il riciclaggio nel modo corretto
– Compra frutta e verdura sfusa e utilizza sacchetti di tela alla cassa
– Muoviti senza inquinare, utilizza preferibilmente mezzi pubblici, biciclette o spostati a piedi
– Se utilizzi una macchina assicurati che sia in buone condizioni ed esegui la manutenzione per inquinare il meno possibile
– Non limitarti alla tua visione delle cose, informati sulle iniziative ambientali intorno a te

Valentina - Clan Varese3/8

Era meglio a casa vostra ma ora che siete qui…

Alcune Scolte del Clan del gruppo Varese 8 alla scoperta di storie reali di accoglienza in provincia di Como

Qualche tempo fa due ragazze del nostro clan del gruppo Varese 8 (Claudia e Valentina) hanno avuto la possibilità di partecipare ad un workshop di due giorni che si è tenuto a Como su migranti e accoglienza. Il luogo scelto per il workshop non è stato casuale. A Como nel 2015 c’è stata una grossa affluenza di migranti che ha messo a dura prova le capacità di accoglienza del territorio, in quanto la città si trova vicino al confine svizzero. Tantissimi abitanti di diverse idee e schieramenti politici hanno fatto fronte comune e si sono uniti per fronteggiare l’emergenza fornendo pasti e posti letto a tutti i bisognosi.

I protagonisti del workshop

Durante il workshop Claudia e Valentina hanno avuto l’occasione di ascoltare un intervento di due assessori comunali presenti durante il periodo di emergenza. Entrambi hanno raccontato di come sono riusciti ad arginare il problema. Hanno sottolineato come non importi se si ha davanti un rifugiato politico, economico o un richiedente asilo, ciò che conta è che di fronte a noi c’è un essere umano che ha bisogno d’aiuto.

[…] non importa se si ha davanti un rifugiato politico, economico o un richiedente asilo, ciò che conta è che di fronte a noi c’è un essere umano che ha bisogno d’aiuto.

Alla conferenza erano presenti anche due richiedenti asilo ospitati nel CAS di Como, Alfa ed Emmanuel insieme ad una educatrice, Francesca. [Il CAS è una struttura d’accoglienza che offre una sistemazione provvisoria legata ad una situazione d’emergenza.]
Da questi due ragazzi, le Scolte del Varese 8 e tutti gli altri Scout presenti, hanno ascoltato una testimonianza a proposito delle loro vite, della paura che avevano nel loro paese e la conseguente necessità di scappare per sentirsi al sicuro, del diritto che ognuno di noi ha di poter cambiare vita.

Durante la conferenza hanno anche raccontato che quando sono arrivati in italia non pensavano di finire nei centri d’accoglienza e di conseguenza erano demoralizzati. Il CAS e gli educatori però si impegnano costantemente nello spingerli a scoprire le loro potenzialità e li affiancano nella ricerca di un lavoro.

La sera è festa

La sera Claudia e Valentina hanno partecipato ad una serata di svago con Arte Migrante. Si tratta di un progetto che si stà diffondendo anche in altre città (come Milano) che consiste in un momento di festa dove partecipano persone di varie etnie. Durante la serata ogni partecipante è invitato a portare un gioco, una canzone o un breve testo che poi viene presentato agli altri partecipanti che a loro volta presenteranno un pezzo della loro cultura.

Il giorno seguente

La giornata seguente dopo una mattinata di servizio alla mensa per i migranti e nelle cucine del CAS di Como, Claudia e Valentina hanno ascoltato un’altra testimonianza di un’educatrice del centro: Violetta.

Durante la sua testimonianza, Violetta ha raccontato come si svolge la vita all’interno del centro d’accoglienza, cosa fanno i ragazzi durante la giornata e i progetti che svolgono per aiutarli nell’integrazione. Ha spiegato anche alcune delle difficoltà incontrate nel rapportarsi con chi vive nella comunità raccontando come la lingua sia senza dubbio lo scoglio principale. Ma la cosa a cui si presta meno attenzione è l’idea errata che vadano educati. Chi arriva ha già un educazione e delle regole, bisogna solo capire quali sono i limiti e le differenze tra la loro cultura e ciò che è necessario per vivere in italia.

Il workshop si è concluso dopo aver pranzato nel CAS, dove sia i ragazzi del centro che gli scout hanno avuto la possibilità di assaggiare i cibi tipici delle zone di provenienza.

Il Clan del gruppo Varese 8 e le Scolte che hanno partecipato al workshop a Como
Valentina - Clan Varese 8