Sorridono e cantano anche nelle difficoltà

Che ruolo abbiamo avuto in questa quarantena? Di Paura, di Apprendimento, di Crescita?
A che punto siamo con il capitolo? Dove vogliamo arrivare?

Durante questo periodo grazie a piccoli escamotage siamo riusciti in qualche modo a sentirci vicini e a non dimenticarci di essere scout. Sì! Perché, noi non “facciamo gli scout”, noi siamo scout, il nostro è uno stile di vita.

Probabilmente pregare, riflettere e chiacchierare a distanza non è la stessa cosa. Sicuramente Zoom, non può sostituire il calore di un caldo bivacco attorno al fuoco, la disperazione all’inizio di una salita e la felicità percepita una volta arrivati in cima alla montagna, ma in questi mesi non abbiamo mai smesso di essere scout.

Nonostante lo smarrimento generale siamo riusciti a incontrarci settimanalmente, ovviamente online. Le prime riunioni le abbiamo dedicate a ristabilire il contatto umano e a confrontarci sulla situazione vigente. Qualcuno di noi ha continuato il servizio, chi aiutando le suore in Via Luini, chi mettendosi a disposizione della Protezione Civile, chi con le ripetizioni online etc..

Il nostro capitolo

Poiché il nostro capitolo verte sul tema della povertà non potevamo sottovalutare l’emergenza che questa particolare realtà affronta e ha affrontato.Ci siamo informati sulle difficoltà che l’associazionismo in questo senso sta attraversando: mancanza di viveri, mancanza di volontari, senzatetto abbandonati e spesse volte multati.

Ci siamo messi in contatto con le singole associazioni per scoprire nel dettaglio le loro necessità e capire il da farsi. Nonostante le difficoltà siamo riusciti a inventarci qualcosa.

Fede

Ogni settimana grazie ai video del nostro assistente ecclesiastico abbiamo seguito il vangelo domenicale e ci abbiamo riflettuto un po’ su. Non abbiamo rinunciato al campo di Pasqua ma abbiamo condiviso via web le nostre personali “ultime cene” rigorosamente in uniforme e abbiamo letto e dibattuto su diversi spunti. Nonostante questa creativa alternativa è stato difficile riuscire a concentrarsi davvero vista la fatica ad adattarsi allo smart-working delle nostre attività.

Era inevitabile, inoltre, che prima o poi, a tutti noi sarebbe venuta voglia di tornare a cantare. Per questo motivo con l’intero gruppo del Varese 1, ci siamo incontrati su Zoom il 10 maggio, per pregare e cantare, in più di 80; lupetti, reparto, noviziato, clan e genitori.

Per tutto questo periodo non ho mai smesso di chiedermi: “Sarò pronta per la partenza?” [ndr. Momento di conclusione del cammino scout].
Poi ho pensato alla legge scout e a tutti i suoi punti che  ho promesso di seguire  “facendo del mio meglio per osservarla”, sia di fronte a una guerra, come le vecchie aquile randagie, sia di fronte a una pandemia mondiale.

La guida e lo scout:
1. pongono il loro onore nel meritare fiducia
2. sono leali
3. si rendono utili e aiutano gli altri
4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout
5. sono cortesi
6. amano e rispettano la natura
7. sanno obbedire
8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà
9. sono laboriosi ed economi
10. sono puri di pensiero, parole e azioni

Francesca - Clan Varese 1
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Ho fame, sono povero, ho due bambini da sfamare

Il racconto del Clan del gruppo scout Varese 1 sulla povertà e sull’incontro con i meno fortunati della città

Quante volte vi è capitato di camminare per le vie del centro di Varese, imbattervi in qualche senza fissa dimora e scansarlo? A noi tantissime volte; ecco perché quest’anno, noi del Clan del Varese 1, ci siamo interrogati su chi siano davvero coloro che vivono in povertà, perché sono nella loro posizione e la causa di tutte queste disuguaglianze sociali.

“Ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.”

Alda Merini

La povertà abbraccia tutti; giovani fin dai 18 anni, celibi, nubili, pensionati etc… Solo in Italia, sono 5 milioni le persone che vivono in povertà assoluta, ovvero coloro che non hanno disponibilità o accesso a beni e servizi legati alle necessità fisiologiche di base quali ad esempio il fabbisogno nutrizionale minimo. Oltre alle cause storico-economiche, molte di queste situazioni nascono da problemi di natura sociale: disabilità in famiglia, costi sanitari elevati ed insostenibili, assenza di lavoro, anziani non autosufficienti, rottura dei legami familiari, mancanza di un titolo di studio etc…

Il Capitolo del Clan del Varese 1

Durante il nostro campo Invernale presso Dormelletto, dopo esserci informati attraverso il web e la visione di qualche film, abbiamo contattato la Caritas e la comunità di Sant’Egidio di Arona. Con quest’ultimi ed in particolare con Ivan, un volontario super coinvolto, abbiamo organizzato un pranzo per i senzatetto. Si sono presentati in una decina e sebbene all’inizio ci fosse un sottile velo di imbarazzo siamo riusciti a trovare l’ingrediente che desse sapore a quel freddo pranzo invernale: il canto! Sulle note di De André abbiamo cantato e chiacchierato per ore senza alcun timore.

Il 2 febbraio 2020, grazie all’associazione Covo e al “Centro Diurno Il Viandante” di Varese abbiamo offerto ai senza fissa dimora la colazione e allestito il Muro della Gentilezza, un’iniziativa proposta dall’Associazione Camminiamo insieme Onlus, affiliata del centro, in cui chi ha appende e chi ha bisogno prende!

Stavolta sono arrivati in pochissimi, la diffidenza era maggiore ma sulle note di Gianna o la Canzone del Sole siamo riusciti a unirci in un caldo canto.

Muro della Gentilezza, Clan Varese 1

Come ci ha spiegato la carinissima responsabile Mariarosa, il “Centro Diurno Il Viandante” di Varese è un luogo di aggregazione per chi è rimasto escluso ed un luogo caldo dove poter riscoprire relazioni amicali e prendersi cura di sé.
Il centro è aperto dal lunedì al sabato dalle 11,30 alle 17,30, si fermano circa 50/60 persone e ne transitano 70/90 quotidianamente.

Le testimonianze del Clan

Ho reputato fosse più interessante e chiaro raccontarvi queste due esperienze relative alla povertà attraverso le testimonianze di tutto il Clan del Varese 1:

L’esperienza del campo invernale è stata estremamente significativa in quanto ci siamo potuti confrontare con realtà vicine seppur lontane dalla nostra; la gioia che abbiamo provato condividendo un pranzo e un po’ di musica con i senzatetto è stata una lezione importante.
Beatrice

Durante il pranzo sono sparite tutte le barriere tra noi e loro, ci siamo ritrovati a cantare e suonare. Ho cambiato subito idea, eravamo solo delle persone unite dal canto e il divertimento.
Asdghig

Clan Varese 1 - Muro della Gentilezza

Ho avuto timore ad incontrarli, non perché mi facessero paura, ma perché non sapevo come mi sarei dovuta approcciare. Come speravamo è stata un’esperienza molto bella, che ci ha permesso di guardare da vicino una realtà con cui ci confrontiamo tutti i giorni senza farci troppo caso.
Stiamo imparando a guardare con occhi più aperti. Questo è stato il primo passo per il nostro capitolo, la cosa che mi ha sconvolto particolarmente è che la povertà si nasconde; le persone povere potrebbero essere quelle da cui non te lo aspetteresti mai. Il passo più importante è ascoltare e fermarsi a guardare
.
Maddalena

Muro della Gentilezza

Un’esperienza forte.
Prima di cominciare il mio servizio, i poveri non li consideravo. Per strada li ignoravo reputandoli lo scarto della società. Ci ho messo del tempo per cominciare ad abituarmi ai loro modi, a scoprire chi sono, ad ascoltare le loro storie, le loro abitudini, a capire che alla fine sono persone come noi.

Andrea

É stato bello aiutare gli homeless domenica mattina.
Francesco

Ho apprezzato molto questo tipo di esperienze perché mi ha fatto vedere che dietro ai termini comunemente usati come “povero” e “senzatetto” ci sono delle persone, con una storia, magari una famiglia, delle passioni ed un sacco di cose da raccontare. Mi ricordo che quando eravamo ad Arona e abbiamo iniziato a cantare c’era una signora che sapeva praticamente tutte le canzoni. Forse quel momento le ha fatto piacere e l’ha aiutata a rivivere un po’ la sua passione per la musica.
Mi è piaciuto anche il legame che abbiamo creato con loro perché con attività tipo cantare e mangiare nessuno può considerarsi inferiore all’altro, mi sembra che si siano sentiti accolti e trattati come persone
.
Valentina

All’inizio del nostro percorso ci siamo informati sulla situazione economica generale del nostro paese, e su cosa questo facesse per le persone in situazioni disperate e/o critiche. Dopo esserci informati mi sono sorte alcune domande: perché ci sono così tanti poveri? Perché lo stato fa poco o niente? Esistono tante associazioni pubbliche e private che realmente fanno qualcosa ma certe volte lo stato stesso gli va contro. Un esempio è il reddito di cittadinanza, lo puoi avere se hai un documento che certifica che esisti; ma d’altro canto per richiedere questi documenti devi avere una residenza. E se sei senza casa?
Queste persone, anche se non sembrano delle migliori vanno aiutate, non deve essere un peso, ognuno di noi ha una dignità che non dipende né dalla situazione economica né dall’aspetto.
Vivi nel rispetto degli altri.

Anonimo

Muro della Gentilezza - Clan Varese 1
Muro della gentilezza

Che dire? Immagina di perdere tutto, immagina di scappare senza voltarti, immagina che questa notte il tuo comodo letto si trasformi in una rigida e gelata panchina, immagina che ti vengano strappate la dignità, l’orgoglio e l’identità, immagina che tutti ti guardino con disprezzo o pietà, immagina che tu sia solo, al freddo e affamato. Come puoi pensare che si fidino e non ti mandino a quel paese? Ti senti quasi patetico, tu che ti lamenti tanto ma in fondo hai avuto tutto dalla vita. Allora per rompere il ghiaccio obblighi il tuo capo a tirar fuori la chitarra e nonostante le stonature, le nostre diversità, qualche piccolo pregiudizio, cantiamo tutti la stessa canzone!
Francesca

Il prossimo passo per il Clan del Varese 1?

Come Clan ci siamo posti l’obbiettivo di scoprire e visitare, a coppie, le associazioni che si occupano di poveri e povertà nel territorio di Varese. Speriamo così di riuscire a mapparle e a condividerle con voi.

“Esiste una povertà ben più grande: non essere amato, desiderato, sentirsi escluso ed emarginato”

Madre Teresa di Calcutta
                                         Francesca - Clan Varese 1
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Varese 1: per l’Inclusione

Il gruppo scout Varese 1 quest’anno ha lavorato sull’inclusione a tutte le età e a tutti i livelli. Il racconto delle azioni intraprese.

“Inclusione”, quante volte ne abbiamo sentito parlare, questa semplice parolina ha fatto irruzione nella nostra vita alle elementari: “In matematica l’inclusione è la relazione fra due insiemi, quando ogni elemento di un insieme fa parte dell’altro”. Il gruppo scout Varese 1 quest’anno punta ad avere una buona media in materia e l’inclusione pare essere il suo argomento preferito.

Il Branco

Partendo dai più piccolini; il branco ha accolto una bimba senegalese di religione mussulmana. Integrandola e insegnando a lei e agli altri lupetti che la diversità non è un difetto ma un pregio.

Il Clan

Anche i ragazzi del clan, hanno affrontato tutto un capitolo (l’argomento che si sceglie di trattare ogni anno) a tema: ISLAM.
I primi stereotipi sono stati subito demoliti: dal “I Mussulmani sono terroristi” al “le Donne portano il velo per obbligo”…


Abbiamo incontrato due ragazze di circa diciotto anni con famiglia mussulmana, la prima con i genitori praticanti e la seconda no, entrambe ci hanno fatto capire che la religione è fortemente influenzata dalla cultura in cui si pratica, le somiglianze fra corano (il loro testo sacro) e la Bibbia sono infinite.

[…]ci hanno fatto capire che la religione è fortemente influenzata dalla cultura in cui si pratica, le somiglianze fra corano (il loro testo sacro) e la Bibbia sono infinite.

Abbiamo anche visitato la moschea, o meglio la saletta di preghiera di Varese in via Giuseppe Giusti (dietro i frati di viale Borri) non sapevate della sua esistenza, vero?
Ci hanno accolto con dei buonissimi datteri e ci hanno spiegato nel dettaglio il significato dei cinque pilastri, del corano e abbiamo avuto la fortuna di assistere alla preghiera serale.
Il nostro obbiettivo finale è stato trovare un’attività che potesse includere loro e chi come noi all’inizio non ne sapeva niente.
Dopo aver somministrato dei questionari ai nostri conoscenti per raccogliere informazioni sull’Islam, abbiamo girato un video contenente le risposte dei questionari e le risposte che avremmo dato noi come scout e quelle dei giovani mussulmani italiani.
“I giovani musulmani italiani?” vi chiederete, si tratta di un’associazione di promozione no profit, autonoma e indipendente; fondata nel settembre 2001 da alcuni giovani mussulmani, ha come obbiettivo quello di dare risposte ai problemi che i ragazzi incontrano nella loro vita. Prima del video finale ci hanno permesso di partecipare ad una delle loro riunioni per darci l’opportunità di conoscerli al meglio!

Il Gruppo Varese 1

Poi c’è lui! Thompson! Un ragazzo nigeriano, venuto in Italia giovanissimo dal futuro ignoto, insieme a lui abbiamo costruito un percorso di integrazione e lo abbiamo raccontato attraverso una lettera al giudice del tribunale a cui ha fatto ricorso per richiedere il permesso di soggiorno.
Quel ragazzo che con noi ha scoperto lo scoutismo e che alla prima uscita faceva colazione con un barattolone di maionese e ci guardava con sguardo sospetto, oggi ha ritrovato una speranza ottenendo il permesso umanitario. Ha lasciato da poco il nostro gruppo per ripartire ma il suo coraggio ci regala un sorriso ogni volta.

Il Reparto

Ma i ragazzi del reparto? Sia la squadriglia Volpi che le Cicogne si sono date da fare a riguardo. Le Volpi hanno deciso di passare una giornata con due famiglie: una armena e un’altra iraniana e tre ragazzi africani ospitati a Luino.
La mattina hanno giocato con i bambini e sebbene la lingua fosse differente sono bastate le emozioni di quella giornata per unirli. Stanno continuando il loro percorso partecipando a dei pranzi organizzati dall’associazione Covo con l’intento di unire, con giochi e canti, i ragazzi di Varese e i migranti.
Le Cicogne prevedono di collaborare con alcune associazioni del territorio che si occupano di disabilità: un altro tipo di integrazione che viene spesso omessa, spero di poterne parlare in futuro a impresa terminata. Insomma, l’inclusione per quanto sia scontata a volte può fare la differenza e noi come gruppo ci impegniamo a non dimenticarlo mai.

I ragazzi del Clan del gruppo scout Varese 1

“Se ciò che io dico risuona in te, è semplicemente perché siamo entrambi rami di uno stesso albero”

William Butler Yeats
Francesca - Clan Varese 1
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